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BARI, Lexexpo 9 luglio 2010
Soddisfatti, ma vigili. La decisione del governo di stralciare l’emendamento sul processo civile, definito un errore sia nel merito che nel metodo («Sono norme inutili, dannose e radicalmente incostituzionali», ha detto ieri Guido Alpa, presidente del Cnf, parlando a «Lex Expo» che si è svolta alla Lum «Jean Monnet» di Casamassima), soddisfa gli organismi della categoria che ne avevano chiesto il ritiro.
Ma è una “soddisfazione” vigile. Lo stralcio è sì un segnale, «una buona notizia per evitare la rottamazione della giustizia, ma – ha avvertito Maurizio de Tilla, presidente dell’Oua – vigileremo affinchè il Governo permanga su questa linea politica e non ci siano ulteriori colpi di mano».
Il timore comune a Cnf e Oua è che, in sede di conversione del decreto, possano esserci ancora sorprese. L’esperienza, ha detto de Tilla, è che «dentro i maxi emendamenti possano riapparire norme precedentemente stralciate. Perciò non abbasseremo la guardia, anche per evitare interventi che cancellino l’autonomia della casse di previdenza dei professionisti».
È per evitare, dunque, altre sorprese che Alpa ha chiesto l’apertura di un tavolo per «individuare soluzioni valide per il rilancio della giustizia e collaborare con il ministro Alfano al miglioramento del sistema del contenzioso».
La reazione degli avvocati è stata decisiva per spingere il Governo a ritirare l’emendamento sulla giustizia civile, definito il contrario di quel che servirebbe per costruire un sistema funzionale ed efficiente di deflazione del contenzioso pendente, di tutela degli interessi dei cittadini, contenimento dei costi e accelerazione dei tempi della giustizia.
In una parola servirebbe una riforma di sistema avviata con un approccio organico, non di «emergenza, ma di lungo termine» in cui anche l’avvocatura fa le sue proposte su conciliazione, riduzione dei processi pendenti, accesso alla professione e rito.
In questo scenario anche il futuro della professione si fa più difficile. Come emerge da una ricerca (si veda l’anticipazione sul Sole 24 Ore del 16 giugno) condotta, via web, dall’Osservatorio permanente giovani avvocati (Opga) presentata ieri.
Sono state inviate 43.000 e-mail agli under 40 iscritti all’albo e alla Cassa forense e alle 104 domande hanno risposto in 2.660 (6%). «Le maggiori criticità che emergono sono la crisi dei guadagni e la concorrenza sleale – ha spiegato Giovanni D’Innella, consigliere Cnf – ma anche contraddizioni: il 43% del campione crede nelle aggregazioni per superare la crisi, ma chi si aggrega è solo il 3% al Nord e l’1% al Sud».
Nota dolente il ricorso alle tecnologie solo per uso personale. Infine un certo conservatorismo, come lo chiama Paola Parigi, project manager di Opga: «Vogliono mantenere lo status quo, anzi sono interessati a un giro di vite contro abusi e concorrenza sleale. Insomma sembrano dire: noi che siamo dentro vorremmo che la corporazione funzionasse».